Ombre sopra lo Ducato
Prefazione
“Ombre sul Ducato” nasce dal desiderio di rivisitare i celebri giochi di ruolo in chiave rinascimentale, rimanendo il più possibile fedeli alla storia e al nostro Palio delle Contrade. Per tale motivo, i ruoli e l’ambientazione di sfondo prendono ispirazione da personaggi, simboli e caratteristiche delle 12 Contrade della città, così come dai gruppi storici che da anni collaborano con Associazione Sforzinda.
Il gioco è liberamente ispirato alla Vigevano di fine Quattrocento, durante il Ducato di Francesco I Sforza e della sua consorte Bianca Maria Visconti. Tra l’altro, proprio nel 2026, si celebra il 585 Anniversario del loro fidanzamento.
Contesto
Nei pressi del Castello Sforzesco, le Contrade si preparano a rendere omaggio al Duca e alla Duchessa, mentre l’antico borgo rinascimentale è animato da artigiani, falconieri, tamburini e sbandieratori.
Ma quando cala la notte, un’antica maledizione risveglia le Bestie delle Contrade, creature corrotte che si nascondono tra gli abitanti con l’intento di seminare terrore.
Solo l’astuzia di Francesco I Sforza, il coraggio delle figure buone e la collaborazione dell’intero borgo potranno svelare gli impostori prima che sia troppo tardi.
Adesso, più che mai, buon divertimento e… in bocca al lupo!
Composizione
Numero di giocatori: 25 (max), 7 (min) escluso il narratore.
Preparazione: Il menestrello di corte, in quanto cantastorie, svolge il ruolo di narratore e distribuisce casualmente le carte. I ruoli devono rimanere segreti durante tutta la partita.
Composizione base e consigliata per:
- 7 persone: 2 Bestie, Duca, Duchessa, Armato e 2 popolani.
- 7-9 giocatori: 2 Bestie;
- 10-13 giocatori: 3 Bestie;
- 14-18 giocatori: 4 Bestie;
- 19-25 giocatori: 5 Bestie.
Fasi di gioco
Fasi notturne e diurne si alternano.
Il narratore dice:
“Buonanotte borgo”, e tutti chiudono gli occhi. Durante la prima notte, cioè quella di presentazione, il narratore chiamerà una alla volta tutte le carte per conoscere i ruoli dei giocatori. Dalla seconda notte si entra nel vivo della storia. Il narratore continua a gestire il gioco e chiama tutti i personaggi che hanno diritto di azione, anche qualora fossero già stati eliminati. Per non destare sospetti e per rendere il gioco sempre più accattivante, il narratore deve continuare a chiamare le carte speciali fino alla fine della partita.
“Buongiorno borgo”, così i giocatori si svegliano e il narratore annuncia chi è stato ucciso o comunica che “nessuno è morto”. I giocatori discutono liberamente per incolpare le presunte Bestie o difendersi dalle accuse. Alla fine di ogni giornata, gli abitanti del borgo devono scegliere un condannato a morte tramite votazione. Il narratore decide chi comincia a votare e da lì si procede in senso orario, alzando progressivamente le dita della mano sulla base del numero di voti ottenuti. Ai fini della riuscita del gioco si ricorda che i morti NON parlano; pertanto, è vietato rivelare la propria carta o dare consigli dopo l’eliminazione.
Tipi di figure
Termine del gioco
Nessuna durata fissa prestabilita.
La partita finisce e vincono i buoni se tutte le Bestie vengono eliminate dal gioco.
La partita finisce e vincono i cattivi se il numero delle Bestie in gioco è maggiore o uguale al numero degli abitanti ancora vivi.
La partita finisce e vince il Ratto Sforzesco se è ancora vivo quando termina la partita.





