Un po' di storia - Sito ufficiale del Palio delle Contrade di Vigevano in onore del Beato Matteo Carreri

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Il Palio delle Contrade di Vigevano nacque nel 1981 all’interno di una realtà locale povera di proposte culturali-ricreative, al fine di coinvolgere l’intera città riproponendo valori autentici e storici, con l’intenzione di onorare il Beato Matteo Carreri, patrono cittadino. Infatti, dopo che, in occasione della festa patronale, il luna park era stato spostato in periferia, il centro cittadino aveva assunto un aspetto ancor più deprimente. Fu per tali ragioni che un gruppo di ragazzi, guidati da mons. don Stefano Cerri, parroco della chiesa di San Pietro Martire, decise di proporre qualcosa che potesse rivitalizzare la festa e la città.

La prima edizione del Palio delle Contrade della città di Vigevano si svolse così la sera di domenica 11 ottobre 1981, festa del Beato Matteo. Le coreografie e il gioco vennero preparati quasi all’ultimo momento. I costumi, inventati in pochi giorni, volevano riportare i vigevanesi indietro nel tempo, nel XV secolo, quando il Beato Matteo percorreva le strade della Vigevano medievale.

Il gioco era molto semplice: ognuna delle allora nove contrade partecipava con tre concorrenti, due ragazzi ed una ragazza. I primi dovevano sostenere su una portantina la dama e trasportarla attraverso un apposito percorso ad ostacoli, lungo la ripida via Carrobbio, per arrivare sino alla piazza Beato Matteo. Quella corsa delle Portantine ebbe un successo insperato tale da convincere gli organizzatori a riproporre l’anno successivo il Palio, migliorando la progettazione e l’organizzazione dell’evento.

La necessità di inquadrarlo in un particolare momento storico consigliò gli organizzatori di ambientare la manifestazione nel Periodo Ducale, nel quale la città ebbe un’espansione urbanistica e una rilevanza politica, religiosa e culturale oltre i propri confini. Grazie al Palio molti vigevanesi e turisti poterono ammirare una parte del Castello, bellissimo monumento fino ad allora inaccessibile e dunque totalmente sconosciuto.

Poiché il Palio era divenuto una ricorrenza apprezzata dai vigevanesi, nel 1989 fu istituito il Pre-Palio, caratterizzato da una sfilata per le vie del centro storico la domenica precedente quella del Palio vero e proprio, e dalla lettura del Bando di Sfida da parte della Contrada detentrice del Palio e la risposta di un’altra Contrada in nome di tutti i contendenti. La necessità di inquadrare con maggiore precisione la collocazione storica suscitò il fervore di ricerche e approfondimenti. Venne così scelto come anno preciso di ambientazione il 1460, anno che vide l’avvento nella città della Corte Sforzesca. La famiglia ducale venne così rappresentata nel corteo storico del Palio dalle figure di Francesco I Sforza, Duca di Milano, sua moglie Bianca Maria Visconti Sforza e tre dei loro figli: Galeazzo Maria, Ippolita e Ludovico Maria, detto il Moro.

Nel 1993 nacque poi l’appuntamento di maggio, caratterizzato dalla suggestiva cerimonia del giuramento del Castellano, con lo scopo di estendere l’interesse del Palio anche al di là del periodo che comprendeva le due domeniche di ottobre. Scopo principale dell’iniziativa era, però, quello di svelare i retroscena, la fatica e la ricerca storico-documentaria che si celano dietro il Palio. L’iniziativa ottenne un grande successo permettendo la riapertura del Castello anche in primavera.

Nel 2000 questa domenica primaverile venne contraddistinta, per la prima volta, dalla ricostruzione di un mercato rinascimentale con tanto di prodotti tipici della terra e dell’artigianato dell’epoca. Questo era inserito in una vera e propria festa rinascimentale, introdotta dalla sfilata dei personaggi della corte degli Sforza e dei rappresentanti delle contrade. Alla festa parteciparono giocolieri, giullari, cantastorie, arcieri, fabbri, danzatori e guerrieri. Ma la caratteristica più importante della manifestazione fu la partecipazione dei bambini in un semplice gioco. È il preludio di quello che divenne, l’anno successivo, “Il Palio dei Fanciulli”.
Dal 2001 i bambini, infatti, divennero i veri protagonisti della domenica di maggio e tutt’oggi competono tra di loro svolgendo gli stessi giochi di ottobre rivisti e corretti per la loro età.

... Oggi...

il Palio si colloca in un ben definito ambito grazie alla rispondenza di un pubblico che gratifica le imprese e l’impegno di contradaioli e organizzatori. Il Palio ben presto è diventato “patrimonio di tutta la città”. La manifestazione si è via via arricchita come immagine, come numero di figuranti (ormai oltre quattrocento), come iniziative collaterali.

Accanto ai personaggi del Corteo Ducale, raffiguranti le antiche famiglie nobili del borgo vigevanese (recuperate attraverso una fedele ricerca storica effettuata dall’Associazione Sforzinda), oggi si possono ammirare i popolani, riuniti nelle differenti corporazioni, che animano il borgo medioevale ricreato nel cortile del Castello Sforzesco.

Il Palio è stato arricchito in questi ultimi anni dalla creazione di alcuni gruppi storici:
- Il Biancofiore, gruppo di danza rinascimentale
- Aurora Noctis, gruppo di giocoleria
- Musici ed Alfieri dell'Onda Sforzesca, gruppo di tamburi e sbandieratori
- Armeria Ducale.
I gruppi, nati per rievocare la cultura del rinascimento e animare le manifestazioni organizzate dall’Associazione Sforzinda, offrono anche a realtà esterne la possibilità di intrattenimenti davvero speciali.

Al Palio delle Contrade occorre riconoscere il merito di aver favorito l’incontro tra la città ed i suoi monumenti storici. Il cortile del Castello, così come la Piazza Ducale, non sono mai stati concepiti dal Palio solo come luogo per i giochi, ma bensì come ambienti privilegiati nei quali far rivivere la storia e la cultura della città.

Il Palio guarda continuamente al futuro con la consapevolezza di avere ancora tante cose da offrire alla città.


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