Giochi del Palio - Sito ufficiale del Palio delle Contrade di Vigevano in onore del Beato Matteo Carreri

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Il tanto ambito “cencio” viene assegnato alla Contrada che vince i giochi che si svolgono nella manifestazione di ottobre, ma vediamo quali sono questi giochi:
 

ALBERO DEL MELO COTOGNO
 
Ispirato alla leggenda della nascita della dinastia Sforzesca, secondo cui, Muzio degli Attendoli, capostipite della stessa, sfidò la sorte lanciando una zappa su un albero: se fosse caduta a terra, avrebbe continuato a fare il contadino, se fosse rimasta impigliata tra i rami, sarebbe diventato soldato, partendo con il gruppo di mercenari che passava per quelle terre di Cotignola. La zappa rimase impigliata tra i rami dell’albero di melo cotogno e così Muzio partì. Venne assoldato da potenti Condottieri fino a diventare lui stesso capo delle milizie e dimostrò tanta forza nel combattere che fu soprannominato “Sforza”. Da qui il nome della nuova dinastia.
 

I giocatori delle dodici contrade devono lanciare delle fettucce,  zappe simboliche, su un albero stilizzato in ferro battuto, cercando di raggiungere il contenitore in cima all’albero per il quale il punteggio è più alto.
 
CORSA CON LE CARRIOLE
 

Viene rievocato un gioco antichissimo, corso in ogni epoca e da ogni classe sociale. Il gioco si svolge trasportando dei ceppi di legno su carriole rievocando così la raccolta della legna nei boschi del Ticino per bruciarla nei focolari delle case in autunno ed inverno. I giocatori devono caricare e scaricare due volte 20 ceppi facendo molta attenzione a non perderne neanche uno per strada.
 
CORSA CON IL CERCHIO
 

Questo gioco, ispirato al quadro dei passatempi del pittore fiammingo Brueghel il Vecchio, vede protagoniste le fanciulle che dimostrano la propria abilità di sospingere un cerchio con un bastoncino di legno, superando degli ostacoli posti lungo tutta la corsia di gara.
 
COSTRUZIONE DELLA TORRE
 

Questo gioco è ormai entrato nella tradizione del Palio, in quanto si svolge sin dal lontano 1982. I giocatori devono ricostruire un modellino della Torre del Bramante, simbolo di Vigevano, e suonare la campanella nel minor tempo possibile, proprio come invita uno dei motti della Piazza Ducale “Sona se tu puoi”.
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